Perché si sviluppano i DCA

Capire come e perché si sviluppa un disturbo complesso come l’anoressia nervosa o la bulimia nervosa è molto difficile. E’ bene diffidare di chi sostiene di sapere quali sono le cause di questi disturbi perché le cause sono molteplici e probabilmente diverse (almeno in parte) da persona a persona.
Tuttavia la ricerca scientifica ha fatto molti passi negli ultimi anni e sono stati creati dei modelli per capire attraverso quali ‘percorsi’ si arriva alla malattia e quali fattori aumentano il rischio di ammalarsi.

Attualmente gli studiosi sono concordi nel ritenere il modello multifattoriale il più adatto a spiegare l’insorgenza dei disturbi dell’alimentazione. Questo modello spiega l’insorgenza e il permanere del disturbo attraverso 3 tipi di fattori di rischio che agiscono in modo consecutivo.

I primi fattori di rischio sono i fattori predisponenti, ossia tutti quei fattori che possono essere genetici, psicologici o ambientali, che aumentano la vulnerabilità di una persona a sviluppare il disturbo dell’alimentazione. I secondi fattori sono i fattori precipitanti, che consistono in eventi o situazioni che scatenano l’insorgenza del disturbo. Questi possono essere costituiti da lutti, aggressioni, separazioni da persone care, ma anche da eventi apparentemente non gravi  come un fallimento scolastico, un cambio di scuola o essere presi in giro per il proprio aspetto. Infine, ci sono i cosiddetti fattori di mantenimento, ossia tutti quei fattori che impediscono il ritorno alla normalità. Questi sono i fattori sia psicologici che fisici che ambientali, che costituiscono quel ‘circolo vizioso’ di mantenimento della malattia che deve essere affrontato con le terapie specifiche per il disturbo.

Tra i fattori predisponenti vi possono essere ad esempio i fattori di predisposizione genetica (non ancora identificati, ma presenti), la presenza di familiari che soffrono o hanno sofferto di un disturbo alimentare, avere una bassa autostima, le difficoltà interpersonali, il perfezionismo, essere insoddisfatti del proprio corpo, l’abuso di alcolici o di sostanze. Secondo studi recenti svolti dall’equipe di Padova, anche eventi molto precoci, come le complicanze alla nascita o in gravidanza possono costituire dei fattori di rischio.

Perché le donne sono più colpite?

Le donne sono sicuramente le più colpite da questi disturbi. La frequenza dei disturbi dell’alimentazione nei maschi si stima che sia dalle 10 alle 20 volte inferiore rispetto a quella osservata nel sesso femminile. Secondo alcuni studiosi questa differenza tra sessi è dovuta a fattori soprattutto socio-culturali: nell’ultimo secolo, il ruolo della donna è molto cambiato e il corpo femminile è diventato ‘oggetto’ di interesse da parte dei mass-media. La donna dei nostri tempi, è una donna che “deve” avere successo, essere bella e assomigliare il più possibile a canoni ideali di bellezza dettati dalla moda e dal consumismo. Secondo alcuni studiosi l’anoressia nervosa rappresenta un rifiuto del ruolo femminile e una ribellione (o una sottomissione?) ai canoni imposti dalle pressioni socio-culturali.

Si ritiene tuttavia, che i fattori socio-culturali non siano da soli sufficienti a spiegare una così grande differenza di frequenza nei due sessi. Non va quindi tralasciato il ruolo dei fattori genetici, ormonali e neurobiologici. Uno di questi potrebbe essere il ruolo degli ormoni sessuali nella regolazione della serotonina (un importante neurotrasmettitore cerebrale implicato nella regolazione dell’ansia, del tono dell’umore, dell’impulsività e delle sensazioni di fame e sazietà). Alcuni studi hanno rilevato che nel sesso femminile la reazione allo stress produce più frequentemente una alterazione del comportamento alimentare non solo negli esseri umani, ma anche negli animali.